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L'arte della ritmica e del
movimento, la musica, la parola, il racconto e la scrittura hanno in se` una
grande incisività`educativa e terapeutica. L'unione dell'arte, caratterizzata
da una profonda ricchezza emotiva, oltre che intellettuale, con le acquisizioni
cognitive, relazionali e sociali (l'apprendimento "d'arte" e` qui
inteso nel suo significato più` ampio di "arti maggiori" e
"minori" o artigianali) produce una formazione globale della persona e
nello stesso tempo le da` molti strumenti utili all'esercizio professionale. A
questa complessa formazione possono essere interessati in special modo tutti
coloro che operano in campo psicopedagogico e sociale: pedagogisti, psicologi,
assistenti sociali, terapisti della riabilitazione, medici, infermieri,
educatori.
I corsi si articoleranno in 5 laboratori artistici:
La memoria ed il racconto di se. Coordina Simonetta Rossi (psicologa e
psicoterapeuta)
Fiabe tradizionali e personali.Coordina Giovanna Carbonaro (psicologa ed esperta
nei processi formativi)
Il colore ed il mondo delle forme. Coordina Giovanna Carbonaro (esperta nei
processi formativi
Danza e movimento, rilassamento ed ascolto. Coordina Serena Draghi Lorenz
(danzatrice e psicopedagogista)
Cantiamo insieme. Coordina Giovanna Malavolti (pedagogista ed educatrice)
I LABORATORI
La memoria e il racconto di sé
Ogni attimo che viviamo andrà` a costituire la nostra memoria... In ogni
momento che viviamo ne perdiamo frammenti, Ricordare e dimenticare, sono uniti
in un unico atto. Difficile e` rintracciare la strada che porterà` un
evento a divenire ricordo di noi stessi, parte di quella identità` in cui ci
riconosciamo oppure sara`, definitivamente o temporaneamente, perduto
nell'oblio.
Il paesaggio della vita di ognuno e` dato dalla storia della famiglia dove si e`
nati. Ogni storia individuale, infatti, giace in un più` ampio alveo che la
porta: la storia e la memoria familiare. Avvicinarsi al proprio passato permette
di cogliere aspetti, nessi, legami, regole, modelli, miti; consente di osservare
nuovi paesaggi che sfuggono nel momento in cui l'attenzione e` concentrata solo
su sé stessi e le proprie immagini interne.
Collegare la vita e le scelte dei nostri genitori e dei nonni (gli avi) con il
nostro essere oggi, vuol dire ripercorrere all'indietro quella eredita`
relazionale che il fluire delle generazioni ha depositato in ognuno di noi:
e` accettare di essere eredi di una complessa trama di rapporti.
Poche cose occorrono affinche` i ricordi affluiscano alla mente, collegati da un
filo interiore e, lentamente, il passato si faccia presente al presente ed il
narratore riscopra in se la possibilita` di dar voce ( e forse scrittura) alla
prima delle sue storie.
Il segno e i colori
Infinite sono le emozioni e molteplici pensieri che l'elaborazione dei
colori nell'acquerello e nellla pittura dona a chi si avvia per questo cammino.
Margherita Yourcenar ne "il tempo, grande scultore" , scrisse: "
il colore e` l'espressione di una virtù` nascosta".
Vivere distesamente ed in profonda assonanza con se` stessi il tempo dedicato
alla semplice stesura dei colori o alla ricerca delle forme cui esse alludono e`
un'esperienza che produce, oltre le rivelazioni che si presentano attraverso
l'introspezione, "dipinti" esteticamente interessanti.
Ogni colore ha le sue proprie qualità` e risonanze, e` quindi una
scoperta rielaborarlo nelle sue numerosissime sfumature.
Nel corso viene dedicato un tempo all'elaborazione di ogni colore, spesso
accompagnato da parole ( una frase, un racconto, una poesia) e da una
riflessione sui significati che tale esperienza ha fatto emergere.
In un secondo tempo ci si avvia verso la ricerca delle forme suggerite
dall'accostamento o dall'amalgama dei colori. La poesia che e` in noi, come
quella che si trova negli scritti di autori più` o meno conosciuti e le prose
poetiche con le loro immagini, danno suggestioni capaci di motivare il pensiero
che si struttura e la mano che dipinge.
In un periodo successivo si procede in un percorso che conduce a un pensiero più`
complesso, ad una più` matura riflessione su di se`, a una comunicazione più`
leggibile ed ad una produzione esteticamente originale, nella direzione di una
maggiore padronanza dei mezzi espressivi.
Cantiamo insieme
Il piacere di stare insieme cantando appartiene ad una cultura ormai al
tramonto. Ë presente nei bambini, ma va man mano affievolendosi col crescere
dell'età e le canzoni ed i detti tramandatici dalle nonne vengono spesso
abbandonati e poi dimenticati. La cultura musicale é affidata ai generi di
musica culto.
Canti, giochi, fiabe e filastrocche sono arrivate fino a noi per tradizione
orale, infatti nel mondo popolare prevale l'oralità e la poesia si diffonde col
canto.
Un patrimonio culturale di tradizioni per essere mantenuto va in qualche modo
esercitato. Cantare insieme é un'azione semplice che coinvolge però tutta la
persona, farlo con gli altri significa condividere un progetto e accettare di
mostrarsi.
Senza l'ausilio di strumenti musicali e senza conoscere la musica si possono
affrontare insieme canti della tradizione popolare. Alcuni di questi richiedono
partecipazione gestuale e coinvolgimento corporeo.
Altre esperienze di canto, dopo aver acquisito dimestichezza col testo, possono
essere accompagnate da attività di manipolazione con materiali: l'energia che
si imprime attraverso le mani, ci rimanda sensazioni del nostro corpo e
sentimenti del nostro animo. Gli adulti, assorbiti dalla quotidianeità, spesso
relegano al margine dei loro vissuti le esperienze più gratificanti e
liberatorie. il piacere della cosa in se, senza altri finì e obiettivi da
raggiungere, se non quello di star bene insieme in quel momento a fare qualcosa
che piace. Sono parte dell'attività del gruppo di canto: filastrocche, ninna
nanne, canzoni a ballo, stornelli e serenate, canzoni narrative, canoni, canti
sociali e di lavoro.
Il tempo delle fiabe
Un'immagine classica. i nonni, che hanno vissuto una vita ricca di
esperienze, raccontano le fiabe ai loro piccoli nipoti. "Cammina,
cammina.....fuori, più in là della vostra casa, nella vostra persona, c¹é un
mondo che vi aspetta.....voi saprete affrontarlo, vi immergerete con entusiasmo
nel suo sereno dipanarsi, vivrete. La vita ha bellezze insospettate. alcune
vicende vi sembreranno crudeli, ma forze buone, persone lungimiranti vi
accompagneranno e sosteranno fino al raggiungimento dei vostri finì."
Un motivo per cui raccontiamo le fiabe ha origine nel nostro di chi racconta e
di chi ascolta desiderio di movimento, animazione, cambiamento, trasformazione.
Succede, nelle fiabe, che il brutto anatroccolo diventi cigno, un rospo si
tramuti in re, un mostro in bellissimo principe, un paese della disperazione- il
regno in cui vive o agisce l'eroe- in un paese della felicità, del benessere e
della giustizia. si vive, nella bellezza e commozione delle immagini, la
metafora dello sviluppo individuale e sociale.
Le fiabe sono anche una delle più grandi testimonianze che la saggezza antica
ci ha tramandato, passando da popolo a popolo, da voce d'uomo a voce di bambini.
Una saggezza che si accumula e accresce delle nuove acquisizioni che di epoca in
epoca sono dagli uomini elaborate senza tuttavia che le immagini e i pensieri
collettivi primordiali ne risultino trasformati. E questa saggezza che concorre
a formare il substrato della nostra immaginazione e delle nostre intuizioni.
Il pathos della fiaba sta nello sviluppo storico delle sue vicende, nel
carattere e nella bellezza dei suoi personaggi, colti nella loro profonda
essenza, aldilà di ogni tempo.
Nel corso intendiamo conoscere le fiabe, scoprire il significato dato loro da
alcuni Autori, di diverse posizioni ideologiche e diversi orientamenti
interpretativi, ma, innanzitutto, desideriamo approfondire la conoscenza dei
sentimenti, speranze, immagini, pensieri, proponimenti che esse suscitano in noi
e costruire le nostre fiabe personali.
Danza e movimento, rilassamento ed ascolto
Il corso ha come obbiettivo lo sviluppo della sensibilità` psicomotoria
attraverso la danza e il movimento intesi come mezzi previlegiati. Ognuno può`
far crescere la stima di se e la fiducia nelle potenzialità` espressive del
proprio corpo, in ogni momento della propria vita.
Per chi opera nell'ambito sociale o nell'ambito educativo un metodo di analisi
del movimento può` essere utile in diversi contesti:
Nella sua formazione personale per aumentare la sua consapevolezza corporea,
aumentare l'autocomprensione e la capacita` di gestire il livello non verbale
presente in ogni comunicazione
Nella osservazione e nella comprensione del comportamento e del livello corporeo
delle persone coinvolte (livello non verbale della comunicazione, postura,
prossemia, gestualita` ecc.)
Nella progettazione di itinerari interdisciplinari di lavoro con soggetti e
gruppi.
Il lavoro con il corpo in relazione allo spazio, al tempo ed alla musica può
essere di aiuto per sviluppare l'ascolto di se, degli altri e la propria
capacita` di empatizzare. Danzare a coppie od in gruppo e` agente di
socializzazione, ci permette di relazionarci con gli altri attraverso altri
canali oltre quello verbale più` usuale e di mettere in atto atteggiamenti
cooperativi e collaborativi.
Scoprire musiche, ritmi, gesti e balli diversi può condurci a conoscere
il nostro modo di muoverci e relazionarci agli altri . Attraverso il piacere di
muoversi si può` raggiungere un affinamento delle funzioni psicomotorie, una
maggiore integrità` ed unita` psicofisica e maggiore capacita` di simbolizzate
e quindi di comunicare e socializzare. Sviluppare un linguaggio in comune con
gli altri, mediante il metodo delle improvvisazioni libere o guidate può`
diventare una esperienza che ci aiuta a superare pregiudizi ed atteggiamenti
discriminatori verso le differenze di ogni genere e tipo. Il movimento
esiste soltanto nell'esperienza presente. Il movimento ci riconduce sempre e
propriamente al qui ed ora. Ed e` qui ed ora che e` possibile sperimentare e
scambiare nuovi significati, creare percorsi alternativi e nuove immagini per se
e per gli altri.
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